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Il
fascino dell’impressione o la pittura di
Antoine
Gaber
Dott.
Prof. Stefano Francolini
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Patrizio
di Fermo
Storico dell’Arte
già
Direttore Coordinatore C3Super del Ministero per i Beni
e le Attività Culturali |
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Firenze
giugno 2006
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| (
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)
La
sua pittura appare oggi, nella contemporaneità del
XXI secolo, come un ‘revival’ di quella stupenda
stagione dell’Arte, della quale Antoine Gaber rivela
una profonda ammirazione e conoscenza, senza però appesantirla,
a mio parere, di connotati nostalgici, bensì eleggendola
a suo saldo e preciso riferimento dello stile e della forma
della sua espressione artistica.
A qualcuno la pittura
di Antoine Gaber potrà apparire solamente come una
raffinata ed elegante ‘maniera’, da altri potrà
essere considerata un’espressione atemporale priva dei
connotati della contemporaneità, tuttavia, a mio parere,
le scelte stilistiche e formali che le sue opere rivelano
fanno affiorare una sua personale, poetica interpretazione
della realtà, che, oltre a rivelare la sua evidente
volontà di rifarsi ad un linguaggio figurativo moderno
ampiamente sperimentato ed universalmente apprezzato, quale
quello affermato nell’impressionismo francese, mostra
di dialogare con la propria contemporaneità che si
esprime spesso nelle consistenti concrezioni della materia
cromatica e nei forti contrasti di luce che gli derivano dal
suo vissuto in Egitto.
Credo
inoltre che Antoine Gaber, pur rimanendo saldamente ancorato
a questa lezione stilistica, stia parallelamente sperimentando
anche nuove soluzioni espressive che con essa dialoghino,
usando ad esempio, per alcuni dipinti, supporti convessi e
sfondi di colore uniforme, sui quali sono raffigurati fiori
e foglie dai colori vivaci e prorompenti, come in un’opera
da Lui esposta nel 2005 nella V Biennale Internazionale dell’Arte
Contemporanea di Firenze.

Firenze,
17 Marzo 2006
Stefano
Francolini |
Dott.
Prof. Stefano Francolini
Nato a Colle
di Val d’Elsa (SI) nel 1951.
Studi:
Laurea in Lettere e successivamente il Diploma di Perfezionamento
in Storia dell’Arte Medioevale e Moderna. Dal 1978 al 1981
ha prestato attività, con la qualifica di Storico dell’Arte,
presso la Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici delle
Provincie di Siena e Grosseto, entrando nel 1981, nei ruoli dello
Stato con la qualifica di Ispettore – Storico dell’Arte,
presso la Soprintendenza per i Beni Ambientali, Architettonici,
Artistici e Storici delle Provincie di Cagliari e Oristano.
Nel 1982 è tornato a lavorare a Firenze. Ha prestato servizio,
con incarico Vice direttore presso il Museo degli Argenti di Palazzo
Pitti. Dal 1989, ha avuto l’incarico di funzionario alle
Basiliche fiorentine di proprietà comunale.
Dal 10 marzo 1993 al maggio 2000 ha tenuto la Direzione del Museo
di Palazzo Davanzati o della Casa Fiorentina Antica, mentre dal
15 maggio 2000, è passato a dirigere il settore di restauro
Terrecotte: materiali ceramici e plastici dell’Opificio
delle Pietre dure di Firenze, all’interno del quale esplica
anche attività di docente di storia dell’Arte nell’ambito
della Scuola di alta specializzazione dello stesso Istituto, Collabora
inoltre in qualità di docente, all’attività
didattica presso l’Università Internazionale dell’Arte
di Firenze.
Si è sempre interessato all’evolversi delle espressioni
artistiche contemporanee, partecipando e organizzando alcune significative
mostre e presentando diversi artisti contemporanei. Negli anni
ha pubblicato molteplici saggi di carattere storico artistico,
di vario argomento e di diverse epoche ed una raccolta di brani
poetici.
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