Il fascino dell’impressione o la pittura di Antoine Gabe, Dott. Prof. Stefano Francolini

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Patrizio di Fermo, Storico dell’Arte

già Direttore Coordinatore C3Super del Ministero per i Beni e le Attività Culturali

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(Durata: 2:10 minuti)

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La sua pittura appare oggi, nella contemporaneità del XXI secolo, come un ‘revival’ di quella stupenda stagione dell’Arte, della quale Antoine Gaber rivela una profonda ammirazione e conoscenza, senza però appesantirla, a mio parere, di connotati nostalgici, bensì eleggendola a suo saldo e preciso riferimento dello stile e della forma della sua espressione artistica.

A qualcuno la pittura di Antoine Gaber potrà apparire solamente come una raffinata ed elegante ‘maniera’, da altri potrà essere considerata un’espressione atemporale priva dei connotati della contemporaneità, tuttavia, a mio parere, le scelte stilistiche e formali che le sue opere rivelano fanno affiorare una sua personale, poetica interpretazione della realtà, che, oltre a rivelare la sua evidente volontà di rifarsi ad un linguaggio figurativo moderno ampiamente sperimentato ed universalmente apprezzato, quale quello affermato nell’impressionismo francese, mostra di dialogare con la propria contemporaneità che si esprime spesso nelle consistenti concrezioni della materia cromatica e nei forti contrasti di luce che gli derivano dal suo vissuto in Egitto.

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Credo inoltre che Antoine Gaber, pur rimanendo saldamente ancorato a questa lezione stilistica, stia parallelamente sperimentando anche nuove soluzioni espressive che con essa dialoghino, usando ad esempio, per alcuni dipinti, supporti convessi e sfondi di colore uniforme, sui quali sono raffigurati fiori e foglie dai colori vivaci e prorompenti, come in un’opera da Lui esposta nel 2005 nella V Biennale Internazionale dell’Arte Contemporanea di Firenze.

Firenze, 17 Marzo 2006 

Stefano Francolini

Dott. Prof. Stefano Francolini

Nato a Colle di Val d’Elsa (SI) nel 1951.
Studi:
Laurea in Lettere e successivamente il Diploma di Perfezionamento in Storia dell’Arte Medioevale e Moderna. Dal 1978 al 1981 ha prestato attività, con la qualifica di Storico dell’Arte, presso la Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici delle Provincie di Siena e Grosseto, entrando nel 1981, nei ruoli dello Stato con la qualifica di Ispettore – Storico dell’Arte, presso la Soprintendenza per i Beni Ambientali, Architettonici, Artistici e Storici delle Provincie di Cagliari e Oristano.

Nel 1982 è tornato a lavorare a Firenze. Ha prestato servizio, con incarico Vice direttore presso il Museo degli Argenti di Palazzo Pitti. Dal 1989, ha avuto l’incarico di funzionario alle Basiliche fiorentine di proprietà comunale.

Dal 10 marzo 1993 al maggio 2000 ha tenuto la Direzione del Museo di Palazzo Davanzati o della Casa Fiorentina Antica, mentre dal 15 maggio 2000, è passato a dirigere il settore di restauro Terrecotte: materiali ceramici e plastici dell’Opificio delle Pietre dure di Firenze, all’interno del quale esplica anche attività di docente di storia dell’Arte nell’ambito della Scuola di alta specializzazione dello stesso Istituto, Collabora inoltre in qualità di docente, all’attività didattica presso l’Università Internazionale dell’Arte di Firenze.

Si è sempre interessato all’evolversi delle espressioni artistiche contemporanee, partecipando e organizzando alcune significative mostre e presentando diversi artisti contemporanei. Negli anni ha pubblicato molteplici saggi di carattere storico artistico, di vario argomento e di diverse epoche ed una raccolta di brani poetici.